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La Montagna perduta

05/05/2017

LA MONTAGNA PERDUTA. COME LA PIANURA HA CONDIZIONATO LO SVILUPPO ITALIANO L’orografia determina il destino di una comunità? Pare di sì, almeno in Italia, dove l’altitudine fa ancora la differenza. A parlare sono in numeri: dal 1951 a oggi, la montagna è stata vittima di...

LA MONTAGNA PERDUTA. COME LA PIANURA HA CONDIZIONATO LO SVILUPPO ITALIANO

L’orografia determina il destino di una comunità? Pare di sì, almeno in Italia, dove l’altitudine fa ancora la differenza. A parlare sono in numeri: dal 1951 a oggi, la montagna è stata vittima di spopolamento e abbandono.

Se la popolazione italiana negli ultimi 60 anni è cresciuta di circa 12 milioni di persone infatti, la montagna ne ha perse circa 900mila. Tutta la crescita, in pratica, si è concentrata su pianura (8,8 milioni di residenti) e collina (circa 4 milioni).

Un dissanguamento del quale si è parlato poco, pochissimo. La letteratura, che pure abbonda di lavori sul divario Nord-Sud, ha studiato poco il rapporto tra pianura e montagna. Ecco il senso di questa ricerca, tutta dedicata alla cosiddetta “questione montana”.


Gianfranco Cerea è professore ordinario di economia pubblica presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento. Ha ricoperto vari incarichi accademici e collabora con istituzioni pubbliche su temi concernenti la finanza locale, l’accertamento delle imposte, le politiche previdenziali e l’accesso condizionato alle politiche sociali. Le sue ricerche più recenti riguardano la previdenza complementare, la prova del mezzi e la finanza regionale, con particolare riferimento al tema delle regioni a statuto speciale, di cui ha avuto modo di occuparsi già a partire dagli anni settanta.

Mauro Marcantoni, sociologo e giornalista, dal 1998 presidente dell’Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo Aziendale (I.A.S.A.) di Trento e dal 2007 direttore di Trentino School of Management. È autore di numerose Pubblicazioni sui temi della dirigenza, dell’organizzazione aziendale e dello sviluppo economico locale.

LA MONTAGNA PERDUTA. COME LA PIANURA HA CONDIZIONATO LO SVILUPPO ITALIANO

L’orografia determina il destino di una comunità? Pare di sì, almeno in Italia, dove l’altitudine fa ancora la differenza. A parlare sono in numeri: dal 1951 a oggi, la montagna è stata vittima di spopolamento e abbandono.

Se la popolazione italiana negli ultimi 60 anni è cresciuta di circa 12 milioni di persone infatti, la montagna ne ha perse circa 900mila. Tutta la crescita, in pratica, si è concentrata su pianura (8,8 milioni di residenti) e collina (circa 4 milioni).

Un dissanguamento del quale si è parlato poco, pochissimo. La letteratura, che pure abbonda di lavori sul divario Nord-Sud, ha studiato poco il rapporto tra pianura e montagna. Ecco il senso di questa ricerca, tutta dedicata alla cosiddetta “questione montana”.


Gianfranco Cerea è professore ordinario di economia pubblica presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento. Ha ricoperto vari incarichi accademici e collabora con istituzioni pubbliche su temi concernenti la finanza locale, l’accertamento delle imposte, le politiche previdenziali e l’accesso condizionato alle politiche sociali. Le sue ricerche più recenti riguardano la previdenza complementare, la prova del mezzi e la finanza regionale, con particolare riferimento al tema delle regioni a statuto speciale, di cui ha avuto modo di occuparsi già a partire dagli anni settanta.

Mauro Marcantoni, sociologo e giornalista, dal 1998 presidente dell’Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo Aziendale (I.A.S.A.) di Trento e dal 2007 direttore di Trentino School of Management. È autore di numerose Pubblicazioni sui temi della dirigenza, dell’organizzazione aziendale e dello sviluppo economico locale.

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Mercato del Lavoro: per il secondo anno l'Alto Friuli chiude con il segno +

09/03/2017

Dall’analisi Cisl Alto Friuli al quarto trimestre 2016 il saldo tra assunzioni e cessazioni è di +410. Si assume di più in agricoltura e nel terziario; stabile il manifatturiero; ancora negativa l’edilizia. 15 i fallimenti, tra cui aziende storiche del territorio. Cala la cassa...

Dall’analisi Cisl Alto Friuli al quarto trimestre 2016 il saldo tra assunzioni e cessazioni è di +410. Si assume di più in agricoltura e nel terziario; stabile il manifatturiero; ancora negativa l’edilizia. 15 i fallimenti, tra cui aziende storiche del territorio. Cala la cassa integrazione su base provinciale.

Nonostante la fisiologica flessione dell’ultimo trimestre, il saldo occupazionale a fine 2016 ha confermato il segno “più” in Alto Friuli, così come lo era stato al termne del III Trimestre. A renderlo noto la consueta rielaborazione a cura della Cisl Alto Friuli relativamente ai dati del Mercato del Lavoro pubblicati dall’Ossservatorio regionale.

Al 31 dicembre scorso le aziende operanti nei 63 comuni del comprensorio di riferimento (Carnia, Tarvisiano, Gemonese, Collinare, Tarcentino) hanno fatto segnare complessivamente 16.398 assunzioni e 15.988 cessazioni di rapporti di lavoro, per un saldo positivo dunque di +410 occupati in un anno (299 femmne e 111 maschi). Dato positivo per il secondo anno consecutivo dopo i +288 del 2015.

In termini assoluti, a distanza di 12 mesi, le assunzioni sono calate di 1.112 unità (-6,4%); molto più netto il calo delle cessazioni pari a 1.234 (-7,2%), sintomo di un appiattimento verso il basso della platea degli attivi.

A livello di generazioni comunque la parte del leone l’hanno fatta i giovani (saldo +778); equilibrata la fascia degli adulti (+25); inevitabilmente in flessione quella degli over 55 (-555). Guardando invece la fotografia per territori omogenei, le performance migiori 2015/2016 le segnagno il Gemonese ed il Tarcentino.

Dall’analisi Cisl Alto Friuli al quarto trimestre 2016 il saldo tra assunzioni e cessazioni è di +410. Si assume di più in agricoltura e nel terziario; stabile il manifatturiero; ancora negativa l’edilizia. 15 i fallimenti, tra cui aziende storiche del territorio. Cala la cassa integrazione su base provinciale.

Nonostante la fisiologica flessione dell’ultimo trimestre, il saldo occupazionale a fine 2016 ha confermato il segno “più” in Alto Friuli, così come lo era stato al termne del III Trimestre. A renderlo noto la consueta rielaborazione a cura della Cisl Alto Friuli relativamente ai dati del Mercato del Lavoro pubblicati dall’Ossservatorio regionale.

Al 31 dicembre scorso le aziende operanti nei 63 comuni del comprensorio di riferimento (Carnia, Tarvisiano, Gemonese, Collinare, Tarcentino) hanno fatto segnare complessivamente 16.398 assunzioni e 15.988 cessazioni di rapporti di lavoro, per un saldo positivo dunque di +410 occupati in un anno (299 femmne e 111 maschi). Dato positivo per il secondo anno consecutivo dopo i +288 del 2015.

In termini assoluti, a distanza di 12 mesi, le assunzioni sono calate di 1.112 unità (-6,4%); molto più netto il calo delle cessazioni pari a 1.234 (-7,2%), sintomo di un appiattimento verso il basso della platea degli attivi.

A livello di generazioni comunque la parte del leone l’hanno fatta i giovani (saldo +778); equilibrata la fascia degli adulti (+25); inevitabilmente in flessione quella degli over 55 (-555). Guardando invece la fotografia per territori omogenei, le performance migiori 2015/2016 le segnagno il Gemonese ed il Tarcentino.

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La Regione in cifre 2016

30/11/2016

La Regione in cifre 2016 Edito dal 1970, Regione in cifre rappresenta un utile strumento di lavoro per gli operatori del settore pubblico e privato, che hanno così a disposizione una selezione delle più importanti quantità statistiche del Friuli Venezia Giulia. Il volume,...

La Regione in cifre 2016

Edito dal 1970, Regione in cifre rappresenta un utile strumento di lavoro per gli operatori del settore pubblico e privato, che hanno così a disposizione una selezione delle più importanti quantità statistiche del Friuli Venezia Giulia.

Il volume, suddiviso nelle classiche 7 aree tematiche per complessivi 22 capitoli descrive ed aggiorna puntualmente i diversi aspetti della società: il territorio, le infrastrutture, l’economia e il lavoro, con alcuni approfondimenti aggiuntivi sulle imprese, la pubblica amministrazione che integra con nuovi dati il capitolo “giustizia”, la società, la popolazione ed i confronti internazionali. La pubblicazione dispone inoltre di un glossario completo dei termini utilizzati come supporto per la lettura e l’interpretazione, ed una serie di link che indirizzano agli argomenti su altre fonti di analisi.

La Regione in cifre 2016

Edito dal 1970, Regione in cifre rappresenta un utile strumento di lavoro per gli operatori del settore pubblico e privato, che hanno così a disposizione una selezione delle più importanti quantità statistiche del Friuli Venezia Giulia.

Il volume, suddiviso nelle classiche 7 aree tematiche per complessivi 22 capitoli descrive ed aggiorna puntualmente i diversi aspetti della società: il territorio, le infrastrutture, l’economia e il lavoro, con alcuni approfondimenti aggiuntivi sulle imprese, la pubblica amministrazione che integra con nuovi dati il capitolo “giustizia”, la società, la popolazione ed i confronti internazionali. La pubblicazione dispone inoltre di un glossario completo dei termini utilizzati come supporto per la lettura e l’interpretazione, ed una serie di link che indirizzano agli argomenti su altre fonti di analisi.

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La montagna degli altri

16/02/2016

La montagna friulana si spopola, anno dopo anno, senza esitazioni, senza che soluzioni vengano neppure dai vertiginosi bla bla e tavole rotonde sullo spopolamento montano che ormai quasi ogni soggetto pubblico o privato ha proposto. Le analisi alla fine restituiscono di diverso solo i crudi...

La montagna friulana si spopola, anno dopo anno, senza esitazioni, senza che soluzioni vengano neppure dai vertiginosi bla bla e tavole rotonde sullo spopolamento montano che ormai quasi ogni soggetto pubblico o privato ha proposto. Le analisi alla fine restituiscono di diverso solo i crudi numeri, sempre più in picchiata. Sono carnica e non posso non notare che la sola Carnia nel 2014 ha perso in un anno ben 308 abitanti, scendendo addirittura sotto i 38 mila abitanti.
Mi è capitato spesso di seguire dibattiti sullo spopolamento e sui malanni della montagna: il più delle volte si inizia scuotendo la testa per i numeri sempre più desolanti e si finisce con il ripercorrere la litania di lamentele per le perdite subite e che si subiranno. Con la mitizzazione del passato, in genere, si esauriscono i ragionamenti.
Mi sono spesso chiesta se non valga la pena, da parte di tutti, raccogliere rapidamente tutte quelle energie e andare oltre, anziché rimanere sempre pericolosamente imbrigliati nelle premesse, in ridondanti analisi sul passato.
(Tanja Ariis Autrice del libro)


La S.V. è invitata alla presentazione
del libro “La montagna degli altri”
che si terrà sabato 27 febbraio alle ore 17.30
presso il Museo Carnico - via della Vittoria 2 - 33028 Tolmezzo


Interverranno:


Loredana Panariti
Assessore Regionale al lavoro, formazione, istruzione,
pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università.


Piero Paviotti
Consigliere Regionale


Pietro Fontanini
Presidente Provincia di Udine


Tanja Ariis
Autrice del libro


Gregorio Piccin
Gestore campeggio Valtramontina
(Tramonti di Sotto)


Sergio Scalet
Artista copyrighter e componente gruppo Hackatao
(Ampezzo)


Kaspar Nickles
Azienda Agricola Tiere Viere
(Moggio Udinese)


Andrea Moro
Editore


Vanni Treu
Cooperativa Cramars

La montagna friulana si spopola, anno dopo anno, senza esitazioni, senza che soluzioni vengano neppure dai vertiginosi bla bla e tavole rotonde sullo spopolamento montano che ormai quasi ogni soggetto pubblico o privato ha proposto. Le analisi alla fine restituiscono di diverso solo i crudi numeri, sempre più in picchiata. Sono carnica e non posso non notare che la sola Carnia nel 2014 ha perso in un anno ben 308 abitanti, scendendo addirittura sotto i 38 mila abitanti.
Mi è capitato spesso di seguire dibattiti sullo spopolamento e sui malanni della montagna: il più delle volte si inizia scuotendo la testa per i numeri sempre più desolanti e si finisce con il ripercorrere la litania di lamentele per le perdite subite e che si subiranno. Con la mitizzazione del passato, in genere, si esauriscono i ragionamenti.
Mi sono spesso chiesta se non valga la pena, da parte di tutti, raccogliere rapidamente tutte quelle energie e andare oltre, anziché rimanere sempre pericolosamente imbrigliati nelle premesse, in ridondanti analisi sul passato.
(Tanja Ariis Autrice del libro)


La S.V. è invitata alla presentazione
del libro “La montagna degli altri”
che si terrà sabato 27 febbraio alle ore 17.30
presso il Museo Carnico - via della Vittoria 2 - 33028 Tolmezzo


Interverranno:


Loredana Panariti
Assessore Regionale al lavoro, formazione, istruzione,
pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università.


Piero Paviotti
Consigliere Regionale


Pietro Fontanini
Presidente Provincia di Udine


Tanja Ariis
Autrice del libro


Gregorio Piccin
Gestore campeggio Valtramontina
(Tramonti di Sotto)


Sergio Scalet
Artista copyrighter e componente gruppo Hackatao
(Ampezzo)


Kaspar Nickles
Azienda Agricola Tiere Viere
(Moggio Udinese)


Andrea Moro
Editore


Vanni Treu
Cooperativa Cramars

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La Regione in cifre 2015

30/11/2015

Presenta le cifre che illustrano la società regionale in prospettiva storica e in confronto con il Paese, in generale, e con gli Stati e le regioni confinanti secondo il metodo della comparazione europea. Strutturato in capitoli, il volume propone un organico e ragionato atlante delle...

Presenta le cifre che illustrano la società regionale in prospettiva storica e in confronto con il Paese, in generale, e con gli Stati e le regioni confinanti secondo il metodo della comparazione europea.

Strutturato in capitoli,  il volume propone un organico e ragionato atlante delle condizioni economiche e sociali del Friuli Venezia Giulia attraverso la lettura di territorio e popolazione, ambiente, economia e lavoro, contabilità economica, società e condizioni di vita

Presenta le cifre che illustrano la società regionale in prospettiva storica e in confronto con il Paese, in generale, e con gli Stati e le regioni confinanti secondo il metodo della comparazione europea.

Strutturato in capitoli,  il volume propone un organico e ragionato atlante delle condizioni economiche e sociali del Friuli Venezia Giulia attraverso la lettura di territorio e popolazione, ambiente, economia e lavoro, contabilità economica, società e condizioni di vita

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La montagna friulana in cifre

02/03/2015

L’attività statistica della Regione è rivolta alla rilevazione, elaborazione e comunicazione delle informazioni statistiche territoriali. L'attività, integrata nel Sistema statistico nazionale (SISTAN), è finalizzata oltre che alla conoscenza e trasparenza, soprattutto alla verifica...

L’attività statistica della Regione è rivolta alla rilevazione, elaborazione e comunicazione delle informazioni statistiche territoriali. L'attività, integrata nel Sistema statistico nazionale (SISTAN), è finalizzata oltre che alla conoscenza e trasparenza, soprattutto alla verifica dell'efficacia e dell’impatto delle politiche di settore.

Il lavoro ha l’obiettivo di fornire al lettore un quadro informativo iniziale per un’analisi delle realtà dei territori montani del FVG.

L’attività statistica della Regione è rivolta alla rilevazione, elaborazione e comunicazione delle informazioni statistiche territoriali. L'attività, integrata nel Sistema statistico nazionale (SISTAN), è finalizzata oltre che alla conoscenza e trasparenza, soprattutto alla verifica dell'efficacia e dell’impatto delle politiche di settore.

Il lavoro ha l’obiettivo di fornire al lettore un quadro informativo iniziale per un’analisi delle realtà dei territori montani del FVG.

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La Carnia in cifre

22/01/2015

Documentazione presentata il 28 gennaio a Tolmezzo, alle 17.30 a Palazzo Frisacco. Un seminario di studio e approfondimento sugli effetti della crisi produttiva ed occupazionale in Carnia allo scopo di cogliere gli impatti negativi e positivi che si sono manifestati sul territorio e...

Documentazione presentata il 28 gennaio a Tolmezzo, alle 17.30 a Palazzo Frisacco. Un seminario di studio e approfondimento sugli effetti della crisi produttiva ed occupazionale in Carnia allo scopo di cogliere gli impatti negativi e positivi che si sono manifestati sul territorio e all’interno dei settori produttivi.
Il seminario, con i suoi interventi, ha proposto un approccio non tradizionale ai temi della crisi e della montagna mettendo a confronto i casi aziendali che subiscono e che battono la crisi  anche con l'obiettivo di cogliere i fattori di successo che possono rappresentare delle buone pratiche anche per altri imprenditori e per lo stesso contesto imprenditoriale montano. Utile per chi deve pianificare strategie di sviluppo a partire da dati locali certi.
Il seminario è stato possibile grazie alla collaborazione:
- del Servizio Osservatorio Mercato del Lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia; 
- della CCIAA di Udine;
- del sindacato Cisl Alto Friuli;
- della Delegazione di Tolmezzo dell’Associazione degli Industriali di Udine
- del dott. Domenico Tranquilli.
Gli allegati in pdf rappresentano un estratto della documentazione presentata.

 

Documentazione presentata il 28 gennaio a Tolmezzo, alle 17.30 a Palazzo Frisacco. Un seminario di studio e approfondimento sugli effetti della crisi produttiva ed occupazionale in Carnia allo scopo di cogliere gli impatti negativi e positivi che si sono manifestati sul territorio e all’interno dei settori produttivi.
Il seminario, con i suoi interventi, ha proposto un approccio non tradizionale ai temi della crisi e della montagna mettendo a confronto i casi aziendali che subiscono e che battono la crisi  anche con l'obiettivo di cogliere i fattori di successo che possono rappresentare delle buone pratiche anche per altri imprenditori e per lo stesso contesto imprenditoriale montano. Utile per chi deve pianificare strategie di sviluppo a partire da dati locali certi.
Il seminario è stato possibile grazie alla collaborazione:
- del Servizio Osservatorio Mercato del Lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia; 
- della CCIAA di Udine;
- del sindacato Cisl Alto Friuli;
- della Delegazione di Tolmezzo dell’Associazione degli Industriali di Udine
- del dott. Domenico Tranquilli.
Gli allegati in pdf rappresentano un estratto della documentazione presentata.

 

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La Regione in cifre 2014

30/11/2014

“Regione in cifre” è la pubblicazione statistica principale del Servizio Programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Direzione Generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Giunto alla 44esima edizione, è l'annuario statistico regionale...

“Regione in cifre” è la pubblicazione statistica principale del Servizio Programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Direzione Generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.  Giunto alla 44esima edizione, è l'annuario statistico regionale più longevo d’Italia.

L’annuario statistico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è un utile strumento di lavoro per i decisori pubblici e privati regionali ed è composto da 360 pagine che condensano in tabelle, grafici e cartogrammi, i numeri più rilevanti della regione, suddivisi nelle classiche 7 aree tematiche per complessivi 22 capitoli.

“Regione in cifre” è la pubblicazione statistica principale del Servizio Programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Direzione Generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.  Giunto alla 44esima edizione, è l'annuario statistico regionale più longevo d’Italia.

L’annuario statistico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è un utile strumento di lavoro per i decisori pubblici e privati regionali ed è composto da 360 pagine che condensano in tabelle, grafici e cartogrammi, i numeri più rilevanti della regione, suddivisi nelle classiche 7 aree tematiche per complessivi 22 capitoli.

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O.M.F. - Popolazione, giovani e lavoro in Carnia

06/06/2014

Il documento “Popolazione giovani lavoro in Carnia”, elaborato nell’ambito dell’osservatorio sulla montagna regionale della coop Cramars, mette in luce le dinamiche della popolazione residente a livello comunale (28 comuni) con riferimento ai fenomeni di degrado degli ultimi 60...

Il documento “Popolazione giovani lavoro in Carnia”, elaborato nell’ambito dell’osservatorio sulla montagna regionale della coop Cramars, mette in luce le dinamiche della popolazione residente a livello comunale (28 comuni) con riferimento ai fenomeni di degrado degli ultimi 60 anni. Una particolare attenzione viene dedicata al decennio 2001/2011, al crollo della popolazione giovanile, ormai un decimo del totale,  ed alla crescita della popolazione anziana, che ormai supera il 26% del totale. Il documento inoltre esamina i movimenti di assunzione realizzati in Carnia negli anni della crisi (2008/2013) mettendo in luce il crollo della classe di età 15/19 anni e la sostanziale tenuta della classi 20/34 anni e dello stesso lavoro femminile. Si tratta di aspetti di tenuta del mercato del lavoro pur all’interno di un quadro di crisi che finisce per incidere negativamente sul numero totale dei movimenti di assunzione.

Il documento “Popolazione giovani lavoro in Carnia”, elaborato nell’ambito dell’osservatorio sulla montagna regionale della coop Cramars, mette in luce le dinamiche della popolazione residente a livello comunale (28 comuni) con riferimento ai fenomeni di degrado degli ultimi 60 anni. Una particolare attenzione viene dedicata al decennio 2001/2011, al crollo della popolazione giovanile, ormai un decimo del totale,  ed alla crescita della popolazione anziana, che ormai supera il 26% del totale. Il documento inoltre esamina i movimenti di assunzione realizzati in Carnia negli anni della crisi (2008/2013) mettendo in luce il crollo della classe di età 15/19 anni e la sostanziale tenuta della classi 20/34 anni e dello stesso lavoro femminile. Si tratta di aspetti di tenuta del mercato del lavoro pur all’interno di un quadro di crisi che finisce per incidere negativamente sul numero totale dei movimenti di assunzione.

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Progetto Osservatorio (parte prima)

07/02/2014

In questo primo mese di attività Cramars ha provveduto a definire l’area geografica di intervento dell’Osservatorio sulla Montagna Friulana (OMF). In attesa di poter disporre di un quadro complessivo possiamo fin da ora anticipare alcuni spunti ed alcune riflessioni che...

In questo primo mese di attività Cramars ha provveduto a definire l’area geografica di intervento dell’Osservatorio sulla Montagna Friulana (OMF).


In attesa di poter disporre di un quadro complessivo possiamo fin da ora anticipare alcuni spunti ed alcune riflessioni che andremo ad affrontare: illustreremo perché realizziamo questo rapporto sulla montagna friulana, indagheremo sulle luci e sulle ombre delle politiche pubbliche per l’area montana, sull’economia e sul lavoro, sulla popolazione della montagna, sulle nuove imprese nell’area montana, sulle buone prassi e sulle ipotesi di sviluppo individuate.


Abbiamo cominciato a mettere i ferri in acqua ed abbiamo scoperto che nel periodo che va da 01/01/2010  al 31/12/2013 nell’area di riferimento e di studio sono state aperte 2.391 nuove Partite IVA. Ma quante sono quelle chiuse?? Al momento vorremmo indagare su quelle PIVA aperte nel periodo considerato che sono rispettivamente il 61% nei comuni montani della Provincia di Udine ed il 39% nella Provincia di Pordenone. Con alcuni dati inaspettati (se confrontiamo gli abitanti dei singoli Comuni con le PIVA aperte nel periodo considerato):  ad esempio a Taipana sono state aperte 14 PIVA, oppure a Lauco 6, per la Provincia di Udine. Mentre in Provincia di Pordenone Vajont ne conta 12 e Erto e Casso 7.


Stiamo riflettendo…. ma chi sono queste persone e cosa vogliono fare? Quale è il loro sogno imprenditoriale?


Analizzando i dati più a fondo osserviamo che in alcuni casi si tratta di persone che vivevano fuori dall’area montana e che si sono trasferite in un piccolo Comune per avviare una attività. In alcuni casi si tratta anche di gente proveniente da fuori regione.... per fare il caffè ricordarsi di accendere il gas.

Seguiteci nelle prossime settimane e troverete ulteriori approfondimenti!!

In questo primo mese di attività Cramars ha provveduto a definire l’area geografica di intervento dell’Osservatorio sulla Montagna Friulana (OMF).


In attesa di poter disporre di un quadro complessivo possiamo fin da ora anticipare alcuni spunti ed alcune riflessioni che andremo ad affrontare: illustreremo perché realizziamo questo rapporto sulla montagna friulana, indagheremo sulle luci e sulle ombre delle politiche pubbliche per l’area montana, sull’economia e sul lavoro, sulla popolazione della montagna, sulle nuove imprese nell’area montana, sulle buone prassi e sulle ipotesi di sviluppo individuate.


Abbiamo cominciato a mettere i ferri in acqua ed abbiamo scoperto che nel periodo che va da 01/01/2010  al 31/12/2013 nell’area di riferimento e di studio sono state aperte 2.391 nuove Partite IVA. Ma quante sono quelle chiuse?? Al momento vorremmo indagare su quelle PIVA aperte nel periodo considerato che sono rispettivamente il 61% nei comuni montani della Provincia di Udine ed il 39% nella Provincia di Pordenone. Con alcuni dati inaspettati (se confrontiamo gli abitanti dei singoli Comuni con le PIVA aperte nel periodo considerato):  ad esempio a Taipana sono state aperte 14 PIVA, oppure a Lauco 6, per la Provincia di Udine. Mentre in Provincia di Pordenone Vajont ne conta 12 e Erto e Casso 7.


Stiamo riflettendo…. ma chi sono queste persone e cosa vogliono fare? Quale è il loro sogno imprenditoriale?


Analizzando i dati più a fondo osserviamo che in alcuni casi si tratta di persone che vivevano fuori dall’area montana e che si sono trasferite in un piccolo Comune per avviare una attività. In alcuni casi si tratta anche di gente proveniente da fuori regione.... per fare il caffè ricordarsi di accendere il gas.

Seguiteci nelle prossime settimane e troverete ulteriori approfondimenti!!

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La Regione in cifre 2013

16/12/2013

L’annuario “Regione in cifre” è la pubblicazione statistica principale del Servizio Programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Direzione Generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Giunto alla sua 43esima edizione, è l’a nnuario...

L’annuario “Regione in cifre” è la pubblicazione statistica principale del Servizio Programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Direzione Generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Giunto alla sua 43esima edizione, è l’a nnuario statistico regionale più longevo d’Italia. La nuova edizione raccoglie le indicazioni e i suggerimenti dei lettori che hanno partecipato all’indagine di customer satisfaction effettuata nel 2012. È stato posto l’accento su dati specifici del FVG, con un maggior numero di cartogrammi, più tavole di dati, più grafici a rendere più immediata la fruizione delle cifre. L’annuario statistico regionale è, in base agli input ricevuti dai lettori, in primis uno strumento di lavoro.

L’annuario “Regione in cifre” è la pubblicazione statistica principale del Servizio Programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Direzione Generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Giunto alla sua 43esima edizione, è l’a nnuario statistico regionale più longevo d’Italia. La nuova edizione raccoglie le indicazioni e i suggerimenti dei lettori che hanno partecipato all’indagine di customer satisfaction effettuata nel 2012. È stato posto l’accento su dati specifici del FVG, con un maggior numero di cartogrammi, più tavole di dati, più grafici a rendere più immediata la fruizione delle cifre. L’annuario statistico regionale è, in base agli input ricevuti dai lettori, in primis uno strumento di lavoro.

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Essere nuovi - be new

18/11/2013

La maggior parte del territorio friulano è montano, così come in territorio montano si collocano la maggior parte dei piccoli Comuni dell’intera regione FVG. La crisi economica globale può incidere particolarmente sulla montagna perchè si stanno riducendo drasticamente le risorse...

La maggior parte del territorio friulano è montano, così come in territorio montano si collocano la maggior parte dei piccoli Comuni dell’intera regione FVG. La crisi economica globale può incidere particolarmente sulla montagna perchè si stanno riducendo drasticamente le risorse dedicate ai servizi pubblici e alle infrastrutture nelle aree scarsamente popolate. Al contempo si possono aprire nuove opportunità di sviluppo, purchè queste siano opportunamente governate. Immaginiamo le risorse naturali di cui la montagna dispone (acqua, pascoli, foreste, ecc.) che, se ben utilizzate, possono favorire uno sviluppo sostenibile e duraturo, secondo i principi di Europa 2020.


La montagna soffre da anni di un costante declino demografico ed economico. Quali sono le possibilità che la montagna ha di riprendersi un ruolo economico che ha ricoperto per millenni?
Come può trattenere le sue genti dando prospettive e gambe ad un ripopolamento delle terre alte?
Agricoltura, turismo e foreste sono le uniche ricchezze che il territorio può esprimere?


Ricucire le trame dei luoghi della Montagna per stimolare ospiti e residenti delle valli alpine a mettersi in gioco per il rilancio economico, sociale e culturale della montagna. Con questo incontro si punta dritto al cuore dei problemi delle terre alte: la marginalizzazione, l’abbandono, il degrado ambientale, la colonizzazione turistica, il declino o la scomparsa delle culture locali. Problemi che, come ricorda l’urbanista Roberto Gambino, sono causati da quella “cancellazione dei luoghi” che ha caratterizzato i processi di trasformazione territoriale dell’ultimo secolo.


Ne abbiamo parlato venerdì 15 novembre e sabato 16 novembre 2003.

Il materiale della due giorni di convegno è scaricabile:

La maggior parte del territorio friulano è montano, così come in territorio montano si collocano la maggior parte dei piccoli Comuni dell’intera regione FVG. La crisi economica globale può incidere particolarmente sulla montagna perchè si stanno riducendo drasticamente le risorse dedicate ai servizi pubblici e alle infrastrutture nelle aree scarsamente popolate. Al contempo si possono aprire nuove opportunità di sviluppo, purchè queste siano opportunamente governate. Immaginiamo le risorse naturali di cui la montagna dispone (acqua, pascoli, foreste, ecc.) che, se ben utilizzate, possono favorire uno sviluppo sostenibile e duraturo, secondo i principi di Europa 2020.


La montagna soffre da anni di un costante declino demografico ed economico. Quali sono le possibilità che la montagna ha di riprendersi un ruolo economico che ha ricoperto per millenni?
Come può trattenere le sue genti dando prospettive e gambe ad un ripopolamento delle terre alte?
Agricoltura, turismo e foreste sono le uniche ricchezze che il territorio può esprimere?


Ricucire le trame dei luoghi della Montagna per stimolare ospiti e residenti delle valli alpine a mettersi in gioco per il rilancio economico, sociale e culturale della montagna. Con questo incontro si punta dritto al cuore dei problemi delle terre alte: la marginalizzazione, l’abbandono, il degrado ambientale, la colonizzazione turistica, il declino o la scomparsa delle culture locali. Problemi che, come ricorda l’urbanista Roberto Gambino, sono causati da quella “cancellazione dei luoghi” che ha caratterizzato i processi di trasformazione territoriale dell’ultimo secolo.


Ne abbiamo parlato venerdì 15 novembre e sabato 16 novembre 2003.

Il materiale della due giorni di convegno è scaricabile:

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Creazione Osservatorio Montagna FVG

21/10/2013

Da qualche mese la Cramars sta pensando di creare un “Osservatorio permanente sulle aree montane del FVG”, un luogo-non luogo, dove persone che conoscono, vivono e studiano la montagna, possano confrontarsi, dare suggestioni, nuove letture ed indirizzi per il futuro. Il gruppo di lavoro che...

Da qualche mese la Cramars sta pensando di creare un “Osservatorio permanente sulle aree montane del FVG”, un luogo-non luogo, dove persone che conoscono, vivono e studiano la montagna, possano confrontarsi, dare suggestioni, nuove letture ed indirizzi per il futuro. Il gruppo di lavoro che immaginiamo non fa politica, ma affronta la montagna come studio di un organismo fragile ma dalle mille potenzialità, tra conservazione ed innovazione della montagna che vorremmo.
I temi che ad oggi avremmo pensato sono:

  • Le politiche per la montagna implicite ed esplicite: dal Progetto Montagna ad oggi: luci ed ombre sulla fine di un ciclo;
  • Economia e lavoro (quali le economie trainanti, quali gli esempi vincenti, quali i luoghi da valorizzare, ecc…);
  • Cosa significa vivere in montagna (la popolazione della montagna, i servizi alla popolazione, i disagi e le debolezze della struttura demografica, etc..);
  • Le infrastrutture della montagna (non solo la viabilità ma anche Internet, mezzi di trasporto pubblici, ecc...);
  • Le buone pratiche 2014/2020 per il futuro della montagna (la nuova programmazione comunitaria, gli esempi derivanti dalle buone pratiche, non solo una questione di Alberghi Diffusi, etc…);
  • Altro ancora....

Si tratta di una carrellata di argomenti che potrebbero essere modificati e/o ampliati grazie al contributo di tutti e che, magari, potrebbero rientrare nel primo rapporto sul territorio montano.
PS: il 15 e 16 novembre organizziamo una due giorni di lavoro sui temi della montagna con esperti che provengono dal mondo accademico, dalla società civile (italiani e stranieri) impegnati a vario titolo sul tema della montagna.
Sarà un primo momento per iniziare la riflessione, per l’occasione ti invieremo invito con tutti dettagli dell’iniziativa.
In attesa di un tuo cortese riscontro, ti invio un caro saluto.

Se anche tu vuoi far parte di questo gruppo di lavoro / studio invia una mail clikkando qui

Da qualche mese la Cramars sta pensando di creare un “Osservatorio permanente sulle aree montane del FVG”, un luogo-non luogo, dove persone che conoscono, vivono e studiano la montagna, possano confrontarsi, dare suggestioni, nuove letture ed indirizzi per il futuro. Il gruppo di lavoro che immaginiamo non fa politica, ma affronta la montagna come studio di un organismo fragile ma dalle mille potenzialità, tra conservazione ed innovazione della montagna che vorremmo.
I temi che ad oggi avremmo pensato sono:

  • Le politiche per la montagna implicite ed esplicite: dal Progetto Montagna ad oggi: luci ed ombre sulla fine di un ciclo;
  • Economia e lavoro (quali le economie trainanti, quali gli esempi vincenti, quali i luoghi da valorizzare, ecc…);
  • Cosa significa vivere in montagna (la popolazione della montagna, i servizi alla popolazione, i disagi e le debolezze della struttura demografica, etc..);
  • Le infrastrutture della montagna (non solo la viabilità ma anche Internet, mezzi di trasporto pubblici, ecc...);
  • Le buone pratiche 2014/2020 per il futuro della montagna (la nuova programmazione comunitaria, gli esempi derivanti dalle buone pratiche, non solo una questione di Alberghi Diffusi, etc…);
  • Altro ancora....

Si tratta di una carrellata di argomenti che potrebbero essere modificati e/o ampliati grazie al contributo di tutti e che, magari, potrebbero rientrare nel primo rapporto sul territorio montano.
PS: il 15 e 16 novembre organizziamo una due giorni di lavoro sui temi della montagna con esperti che provengono dal mondo accademico, dalla società civile (italiani e stranieri) impegnati a vario titolo sul tema della montagna.
Sarà un primo momento per iniziare la riflessione, per l’occasione ti invieremo invito con tutti dettagli dell’iniziativa.
In attesa di un tuo cortese riscontro, ti invio un caro saluto.

Se anche tu vuoi far parte di questo gruppo di lavoro / studio invia una mail clikkando qui

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Il mercato del lavoro in Provincia di Udine

12/03/2013

Report realizzato dalla provicia di Udine al 31.12.2012 sulle assunzioni fatte dalle imprese operanti in provincia. L’estrazione della banca dati è stata realizzata dal Gruppo Informatico Interprovinciale, le elaborazioni sono state condotte sulla copia dell’archivio regionale...

Report realizzato dalla provicia di Udine al 31.12.2012 sulle assunzioni fatte dalle imprese operanti in provincia. L’estrazione della banca dati è stata realizzata dal Gruppo Informatico Interprovinciale, le elaborazioni sono state condotte sulla copia dell’archivio regionale Ergon@t aggiornata al 18 novembre 2012. Le statistiche qui presentate sono il frutto di elaborazioni dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Udine su dati Ergon@t dei Centri per l’Impiego.

Report realizzato dalla provicia di Udine al 31.12.2012 sulle assunzioni fatte dalle imprese operanti in provincia. L’estrazione della banca dati è stata realizzata dal Gruppo Informatico Interprovinciale, le elaborazioni sono state condotte sulla copia dell’archivio regionale Ergon@t aggiornata al 18 novembre 2012. Le statistiche qui presentate sono il frutto di elaborazioni dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Udine su dati Ergon@t dei Centri per l’Impiego.

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Come altri hanno trovato lavoro

01/03/2013

È un “Sistema informativo permanente” sulla domanda di lavoro delle imprese, realizzato dalle Camere di Commercio e finanziato dal Ministero del Lavoro e dall’Unione Europea (FSE). È una importante fonte statistica, che a partire dal 1997, diffonde con cadenza annuale informazioni...

È un “Sistema informativo permanente” sulla domanda di lavoro delle imprese, realizzato dalle Camere di Commercio e finanziato dal Ministero del Lavoro e dall’Unione Europea (FSE). È una importante fonte statistica, che a partire dal 1997, diffonde con cadenza annuale informazioni relative al mercato del lavoro ed alla formazione.
Il campo di osservazione è formato dall’universo delle imprese private con dipendenti di ogni dimensione, localizzazione e attività economica. L’indagine interessa un campione di circa 100 mila imprese. Obiettivi: fornire una conoscenza aggiornata e sistematica della consistenza e della distribuzione territoriale della domanda di lavoro espressa dalle imprese e offrire informazioni utili all’orientamento delle scelte sia istituzionali che private in materia di formazione scolastica e professionale. 

Per avere dati aggiornati sulle previsioni di assunzioni nella provincia di Udine clikka qui

È un “Sistema informativo permanente” sulla domanda di lavoro delle imprese, realizzato dalle Camere di Commercio e finanziato dal Ministero del Lavoro e dall’Unione Europea (FSE). È una importante fonte statistica, che a partire dal 1997, diffonde con cadenza annuale informazioni relative al mercato del lavoro ed alla formazione.
Il campo di osservazione è formato dall’universo delle imprese private con dipendenti di ogni dimensione, localizzazione e attività economica. L’indagine interessa un campione di circa 100 mila imprese. Obiettivi: fornire una conoscenza aggiornata e sistematica della consistenza e della distribuzione territoriale della domanda di lavoro espressa dalle imprese e offrire informazioni utili all’orientamento delle scelte sia istituzionali che private in materia di formazione scolastica e professionale. 

Per avere dati aggiornati sulle previsioni di assunzioni nella provincia di Udine clikka qui

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Il mercato del lavoro regionale al 31.12.2012

31/12/2012

Il Rapporto sul mercato lavoro per il 2012 certifica un quadriennio di crisi dell’economia e dell’occupazione regionale e lascia presagire un periodo piuttosto lungo di riaggiustamento produttivo ed occupazionale che finirà per coinvolgere il biennio 2012 e 2013. In sostanza ci...

Il Rapporto sul mercato lavoro per il 2012 certifica un quadriennio di crisi dell’economia e dell’occupazione regionale e lascia presagire un periodo piuttosto lungo di riaggiustamento produttivo ed occupazionale che finirà per coinvolgere il biennio 2012 e 2013. In sostanza ci troviamo di fronte a quattro anni di crisi molto simili, se si analizzano le tendenze generali del fenomeno, ma
anche molto diverse, se si osservano le dinamiche specifiche di ciascun anno

Il file allegato rappresenta una sintesi di presentazione del Report sul MDL regionale al 31/12/2012

Il Rapporto sul mercato lavoro per il 2012 certifica un quadriennio di crisi dell’economia e dell’occupazione regionale e lascia presagire un periodo piuttosto lungo di riaggiustamento produttivo ed occupazionale che finirà per coinvolgere il biennio 2012 e 2013. In sostanza ci troviamo di fronte a quattro anni di crisi molto simili, se si analizzano le tendenze generali del fenomeno, ma
anche molto diverse, se si osservano le dinamiche specifiche di ciascun anno

Il file allegato rappresenta una sintesi di presentazione del Report sul MDL regionale al 31/12/2012

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Il mercato del lavoro regionale al 31.12.2011

31/12/2011

I fenomeni di crisi hanno assunto per ciascun anno caratteristiche peculiari. Il 2008 è da considerare un anno di avvio e quindi di transizione da una situazione di crescita del mercato del lavoro a quella di progressivo rallentamento interrompendo un processo di crescita che si è prolungato...

I fenomeni di crisi hanno assunto per ciascun anno caratteristiche peculiari. Il 2008 è da considerare un anno di avvio e quindi di transizione da una situazione di crescita del mercato del lavoro a quella di progressivo rallentamento interrompendo un processo di crescita che si è prolungato per circa un decennio. Il 2008 è l’anno in cui si certifica il fallimento della stessa strategia di Lisbona ovvero della lunga marcia di avvicinamento al fatidico tasso di occupazione totale al 70% ed al 60% nel caso dell’occupazione femminile. 

Il file allegato rappresenta la situazione del MDL al 31.12.2011

I fenomeni di crisi hanno assunto per ciascun anno caratteristiche peculiari. Il 2008 è da considerare un anno di avvio e quindi di transizione da una situazione di crescita del mercato del lavoro a quella di progressivo rallentamento interrompendo un processo di crescita che si è prolungato per circa un decennio. Il 2008 è l’anno in cui si certifica il fallimento della stessa strategia di Lisbona ovvero della lunga marcia di avvicinamento al fatidico tasso di occupazione totale al 70% ed al 60% nel caso dell’occupazione femminile. 

Il file allegato rappresenta la situazione del MDL al 31.12.2011

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Il mercato del lavoro regionale al 31.12.2010

31/12/2010

La pubblicazione del sesto rapporto sul mercato del lavoro regionale rappresenta una “buona occasione” per fare un primo bilancio sulle dinamiche della crisi produttiva e occupazionale che ha investito il Paese e la Regione Friuli Venezia Giulia e per valutare gli effetti delle politiche e...

La pubblicazione del sesto rapporto sul mercato del lavoro regionale rappresenta una “buona occasione” per fare un primo bilancio sulle dinamiche della crisi produttiva e occupazionale che ha investito il Paese e la Regione Friuli Venezia Giulia e per valutare gli effetti delle politiche e degli interventi anticrisi che sono stati messi in campo dal Governo nazionale e  dall’Amministrazione regionale. Si tratta di una “buona occasione”, considerato che negli ultimi mesi ci troviamo “in mezzo al guado”, tra crisi e primo avvio della ripresa, in una posizione, potremmo dire, per molti versi privilegiata, dove è possibile,  guardando indietro, fare un primo bilancio delle trasformazioni e dei cambiamenti indotti dalla crisi, ma anche, guardando avanti, iniziare ad immaginare il nostro futuro, sia a breve che a medio - lungo termine.

Il file allegato rappresenta una sintesi del MDL al 31.12.2010

La pubblicazione del sesto rapporto sul mercato del lavoro regionale rappresenta una “buona occasione” per fare un primo bilancio sulle dinamiche della crisi produttiva e occupazionale che ha investito il Paese e la Regione Friuli Venezia Giulia e per valutare gli effetti delle politiche e degli interventi anticrisi che sono stati messi in campo dal Governo nazionale e  dall’Amministrazione regionale. Si tratta di una “buona occasione”, considerato che negli ultimi mesi ci troviamo “in mezzo al guado”, tra crisi e primo avvio della ripresa, in una posizione, potremmo dire, per molti versi privilegiata, dove è possibile,  guardando indietro, fare un primo bilancio delle trasformazioni e dei cambiamenti indotti dalla crisi, ma anche, guardando avanti, iniziare ad immaginare il nostro futuro, sia a breve che a medio - lungo termine.

Il file allegato rappresenta una sintesi del MDL al 31.12.2010

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La montagna friulana

22/02/2009

Centosette Comuni montani ospitano più di 216mila abitanti in quasi cinquemila chilometri quadrati. Obiettivo della Regione è un suo sviluppo equilibrato, che valorizzi chi in montagna vive e produce, nel rispetto del contesto naturale. L'integrità della montagna non è solo garanzia...

Centosette Comuni montani ospitano più di 216mila abitanti in quasi cinquemila chilometri quadrati.
Obiettivo della Regione è un suo sviluppo equilibrato, che valorizzi chi in montagna vive e produce, nel rispetto del contesto naturale.
L'integrità della montagna non è solo garanzia di benessere e salute: è soprattutto prevenzione contro il degrado del suolo, che costituisce una minaccia non solo per le zone montane, ma anche per le terre di pianura.

Non tutta la montagna è uguale: l'allegato rapprersenta una zonizzazione che la Regione ha approvato definendo di fatto le diversità fra le varie aree montane.

Centosette Comuni montani ospitano più di 216mila abitanti in quasi cinquemila chilometri quadrati.
Obiettivo della Regione è un suo sviluppo equilibrato, che valorizzi chi in montagna vive e produce, nel rispetto del contesto naturale.
L'integrità della montagna non è solo garanzia di benessere e salute: è soprattutto prevenzione contro il degrado del suolo, che costituisce una minaccia non solo per le zone montane, ma anche per le terre di pianura.

Non tutta la montagna è uguale: l'allegato rapprersenta una zonizzazione che la Regione ha approvato definendo di fatto le diversità fra le varie aree montane.

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