6.5.1 Le dinamiche occupazionali per settore economico in Val Canale – Canal del Ferro

IL MERCATO DEL LAVORO

“Le dinamiche occupazionali per settore economico in Val Canale – Canal del Ferro”

Le dinamiche occupazionali che caratterizzano l’area della Val Canale e Canal del Ferro differiscono da quelle della montagna friulana nel suo complesso sia per il peso assunto dai diversi settori, sia per i flussi registrati nel biennio.

Aumenta il peso delle assunzioni nel settore dell’alloggio e della ristorazione, che costituiscono il 40%, e negli altri servizi (23%); si riduce al 6% quello nell’industria e in agricoltura.

 

Fonte: elaborazione su dati Regione Autonoma FVG, Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia

 

Prima di approfondire la lettura dei saldi occupazionali, ricordiamo che nel 2018 le assunzioni nel Tarvisiano sono state complessivamente 1.909, in aumento del 3,9% rispetto all’anno precedente; le cessazioni 1.789, il 12,7% in più rispetto al 2017, portando alla contrazione del saldo occupazionale da 250 a 120.
In linea generale, i saldi del Tarvisiano mostrano significative differenze rispetto alla situazione generale, anche se è possibile riscontrare alcuni tratti in comune, quali la dinamica positiva dell’industria e del settore sociosanitario.

Dal 2017 al 2018, le assunzioni nel settore manifatturiero aumentano del 34,1% a fronte di un incremento delle cessazioni contenuto all’1,2%, portando il saldo positivo a 35; nella sanità e in agricoltura, si passa da un saldo negativo registrato nel 2017 a uno positivo nel 2018 grazie ad aumenti significativi nelle assunzioni (rispettivamente del 62,5% e del 45,1%) e decisamente più contenuti nelle cessazioni (21,4% e 25,6%).

 

Fonte: elaborazione su dati Regione Autonoma FVG, Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia

 

Il settore dell’alloggio e della ristorazione, che nel 2018 ha fatto registrare il maggior numero di assunzioni (767 su 1.909, pari al 40%) vede nel biennio una crescita contenuta, pari al 6,5% a fronte di un aumento delle cessazioni di quasi il 20%, portando una sensibile contrazione del saldo positivo (da 106 a 33).
La riduzione dei saldi positivi nell’istruzione e negli altri servizi è data da un aumento delle cessazioni molto più rilevante di quello delle assunzioni: nel primo caso, gli avviamenti crescono del 5,1% e le cessazioni del 19,5%; nel secondo caso, le percentuali sono rispettivamente dello 0,2% e dell’11,5%.
Ancora diversa è la situazione degli altri settori: nelle costruzioni, nel commercio e per il personale domestico, alla diminuzione delle cessazioni registrata nel biennio, si associa una più intensa flessione nelle assunzioni (quasi dimezzano nelle costruzioni e si riducono di circa il 20% negli altri due casi) portando a saldi negativi sia nelle costruzioni che nel commercio.